Regia di: Ernst Lubitsch
Con James Stewart (Alfred Kralik) e Margaret Sullavan (Klara Novak)
E finalmente un film dove non sentirete critiche (o quasi). Vi avevo detto che avrei preferito iniziare questo blog con un film che mi piaceva ed eccolo qui.
In fondo sono una inguaribile romantica (quale persona di sesso femminile non lo è?) e adoro i film vecchi, quindi aspettatevene molti. Questo è in assoluto il mio preferito.
Lei e lui lavorano nello stesso negozio e si detestano amabilmente (nel senso che tirano a farsi dispetti ogni due minuti) . Lui e lei si scambiano una corrispondenza anonima che li fa innamorare.
Alfred Kralik è il dipendente modello della azienda e, certo di avere una promozione, decide di incontrarsi con la ragazza delle lettere per proporle di sposarlo (e qui mi casca la critica: ma non l'ha nemmeno mai vista, come fa a volerla già sposare?!?), lei accetta di vederlo, ma lui quello stesso giorno viene licenziato in tronco dal proprietario (il proprietario viene a sapere della tresca tra sua moglie e uno dei suoi dipendenti e crede che sia lui) e, senza un futuro economico, non può più sposarsi. All'appuntamento va lo stesso e attraverso il vetro vede che la donna delle lettere altri non è che Klara, la sua fastidiosissima collega. Entra, ma non si presenta come suo spasimante, e, cercando di parlare con lei, finiscono per bisticciare di nuovo. Nel frattempo il proprietario della azienda, il signor Matushek, scoperto il vero amante della moglie decide di suicidarsi, ma viene salvato da un fattorino. Alfred viene riassunto e anzi promosso a direttore. Addolciti i toni verso Klara, che si era data malata a causa della delusione amorosa (secondo lei infatti l'uomo delle lettere non si era presentato all'appuntamento), continua a farle credere che il suo spasimante sia un altro. La sera della vigilia di Natale le fa credere che l'uomo delle lettere sia in realtà un uomo brutto, grasso e approfittatore e che le cose scritte nelle lettere siano invece state copiate. Klara gli rivela che i loro continui battibecchi sorgevano perché lei inizialmente era innamorata di lui, ma comunque si sente obbligata ad andare ad incontrare questo anonimo. E' solo allora che Alfred le rivela di essere stato lui a scriverle le lettere e i due (posso dirlo vero?) vivono insieme felici e contenti, come da bravo finale di film romantico.
E finalmente un film dove non sentirete critiche (o quasi). Vi avevo detto che avrei preferito iniziare questo blog con un film che mi piaceva ed eccolo qui.
In fondo sono una inguaribile romantica (quale persona di sesso femminile non lo è?) e adoro i film vecchi, quindi aspettatevene molti. Questo è in assoluto il mio preferito.
Lei e lui lavorano nello stesso negozio e si detestano amabilmente (nel senso che tirano a farsi dispetti ogni due minuti) . Lui e lei si scambiano una corrispondenza anonima che li fa innamorare.
Alfred Kralik è il dipendente modello della azienda e, certo di avere una promozione, decide di incontrarsi con la ragazza delle lettere per proporle di sposarlo (e qui mi casca la critica: ma non l'ha nemmeno mai vista, come fa a volerla già sposare?!?), lei accetta di vederlo, ma lui quello stesso giorno viene licenziato in tronco dal proprietario (il proprietario viene a sapere della tresca tra sua moglie e uno dei suoi dipendenti e crede che sia lui) e, senza un futuro economico, non può più sposarsi. All'appuntamento va lo stesso e attraverso il vetro vede che la donna delle lettere altri non è che Klara, la sua fastidiosissima collega. Entra, ma non si presenta come suo spasimante, e, cercando di parlare con lei, finiscono per bisticciare di nuovo. Nel frattempo il proprietario della azienda, il signor Matushek, scoperto il vero amante della moglie decide di suicidarsi, ma viene salvato da un fattorino. Alfred viene riassunto e anzi promosso a direttore. Addolciti i toni verso Klara, che si era data malata a causa della delusione amorosa (secondo lei infatti l'uomo delle lettere non si era presentato all'appuntamento), continua a farle credere che il suo spasimante sia un altro. La sera della vigilia di Natale le fa credere che l'uomo delle lettere sia in realtà un uomo brutto, grasso e approfittatore e che le cose scritte nelle lettere siano invece state copiate. Klara gli rivela che i loro continui battibecchi sorgevano perché lei inizialmente era innamorata di lui, ma comunque si sente obbligata ad andare ad incontrare questo anonimo. E' solo allora che Alfred le rivela di essere stato lui a scriverle le lettere e i due (posso dirlo vero?) vivono insieme felici e contenti, come da bravo finale di film romantico.

